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Voglio partire da qui…

Mi è sempre piaciuto scrivere, l’ho trovato sempre un modo per sfogarmi, per rilassarmi, per liberarmi dai pensieri. A 10 anni scrivevo di film, di fiction, di soap opera che mi appassionavano. Poi sono cresciuta, e gli interessi sono cambiati.
Ricordo il mio 14esimo compleanno, non vedevo l’ora! Ero convinta che a quell’età si diventasse grandi! Il liceo, il cammino verso la maturità, le nuove abitudini, il corpo che cominciava a cambiare…. già, il corpo… non sono mai stata grassa, ma non ero magrissima, eppure sentivo di non stare bene. Sembrerà assurdo ma quando hai quell’età, ti trovi costantemente circondata da ragazze belle, magre, alte e con un fisico perfetto, che nel 90% dei casi sono anche più grandi di te! E vorresti essere così, vorresti bruciare tutte le tappe.
L’adolescenza è un’età delicata, particolare, difficile da gestire sia per un genitore che proprio per noi stesse!
Mi ricordo dei miei 15 anni come se fosse ieri, eppure sono passati 10 anni.
Si è perennemente in lotta tra il “come sono” e “come vorrei essere”. Si è continuamente “bombardate” da riviste, pubblicità, web e copertine, che mostrano modelle sempre più toniche, perfette…e vallo a capire a 15 anni che non è tutta natura! Allora, se c’è qualche chiletto in più, iniziano i problemi, i complessi, il desiderio di volere a tutti i costi quel fisico, quella presenza, quella perfezione. Ci sono passata anch’io, come penso ci siano passate e ci passano in molte.
A 15 anni non si è più bambine, ma non si è ancora donne. A 15 anni si vive una transizione che pesa, innervosisce. E’ un’età che si può paragonare al grigio che si pone tra il bianco e il nero. Può sembrare stonato, ma per certi aspetti è addirittura più bello! A seconda di quello che aggiungiamo, può essere più chiaro o più scuro e può assumere tonalità e sfumature irripetibili. Ricordo con piacere la mia adolescenza, anche se mi rendo conto di essere stata egoista, soprattutto con il mio corpo. Credevo di sapere come fare a gestire i segnali che mi mandava, quando iniziai a mangiare sempre meno. E devo dire che sono stata fortunata, perché sottraendo cibo a quell’età, ho rischiato tanto. E non parlo solo di disturbi come anoressia o bulimia, ma anche di altri tipi di problemi. Volevo essere come un’idea che mi ero creata, e lo volevo a tutti i costi. Forse perché c’era qualcosa che era cambiato, forse perché mi ero innamorata!… ma di questo ve ne parlerò un’altra volta…

Lina

 


Ricomincio da me

Questo blog è nato per gioco due mesi fa. Mi piaceva l’idea di poter condividere il mio modo di intendere il cibo e il rapporto che si può instaurare con esso. Ero soprattutto curiosa di sapere se ci fossero persone realmente interessate a questo tipo di argomenti.

Sono sicuramente molto pochi, ma in questi due mesi ho incontrato persone, ho ricevuto messaggi, ho cercato di dare consigli.

E sono rimasta sorpresa!

Sorpresa dalla fiducia che le persone hanno subito riposto in me. Sorpresa dalle frequenti richieste di confronto, di supporto e soprattutto di aiuto. Sorpresa dal realizzare che effettivamente in ambito alimentare c’è bisogno di “educare”.

Perché il rapporto con il cibo non è sempre idilliaco, anzi, è molto spesso difficile, scontroso e a risentirne siamo soprattutto noi donne, noi ragazze, perennemente a dieta e perennemente in lotta con i chili di troppo.

Ho pensato quindi di creare questa nuova sezione, per darci un appuntamento fisso e per confrontarci. Una sezione che nasce da me, ma soprattutto da voi.
Una sezione in cui voglio raccontarvi la mia storia e intrecciarla con le vostre, trovando magari dei punti in comune che ci facciano sentire vicine, che ci diano speranza.

Ho voluto chiamarla “Ricomincio da me” perchè, di fronte al cambiamento, per ricominciare bisogna partire da se stessi.

Lina